sabato 26 settembre 2009

L'obelisco di Piazza del Gesù



La Piazza del Gesù sorge nel centro di Napoli ed il suo obelisco, la guglia dell'Immacolata, è il più famoso della città.
E' usanza che, ogni anno, l'8 settembre, festa dell'Immacolata Concezione, la città offre alla Madonna una corona di fiori.
Eretto nel XVIII secolo ad opera dei Gesuiti, pare si ispirasse alle innumerevoli macchine da festa presenti in quei secoli. Si presenta rivestito da sculture marmoree.
La leggenda narra che però si rendano visibili, attraverso le scultore che lo rivestono, con delle particolari condizioni di luce, e da una determinata propspettiva, alcune immagini blasfeme e finanche quella della morte con tanto di falce.
Spesso i messaggi che i nostri antenati ci hanno fatto pervenire attraverso sculture e altre opere d'arte, appaiono colmi di contraddizioni in quanto si nota questa presenza simuntanea di sacro e profano, ma forse non è un caso.
Forse è un invito a considerare che il bene e il male possono coesistere, tocca a noi porsi nella giusta prospettiva per cogliere le cose positive della vita.





mercoledì 16 settembre 2009

In città senza la mia auto - 16/22 settembre 2009:




Aderiamo tutti alla giornata europea senza auto.
Martedì 22 settembre lascia a casa l'auto e va a piedi in ufficio.
Penso che sia la città che i nostri polmoni ci ringrazieranno alla grande!

Sono state prese numerose iniziative dai vari comuni.
Anche Napoli partecipa, ecco il link:

Comune di Napoli - 16/22 settembre 2009: Settimana europea della Mobilità Sostenibile

e speriamo che siano potenziati i servizi pubblici...

domenica 13 settembre 2009

martedì 1 settembre 2009

Piedigrotta 2009 - il programma





Calendario settembre 2009

3 GIOVEDI
INAUGURAZIONE MOSTRA"FUTURISMO MANIFESTO 100X100. CENTO ANNI CENTO MANIFESTI" ‐ PALAZZO REALE
Ore 20,00
“Jamme a Piererotta” di Benedetto Casillo ‐ Storie e leggende sull’antico percorso
dei Sabati in onore della Madonna ‐ Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Piazza
Vittoria
Ore 21,00
Spettacolo “Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia ‐ Cortile del Maschio
Angioino
Ore 21,30 Accensione Luminarie artistiche ‐ Largo Torretta

4 VENERDI
Ore 20,00
Spettacolo “Ho veduto volare. Trittico per Boccioni” con Giancarlo Schiaffini e Silvia
Schiavoni a Palazzo Reale
Ore 21,00
Spettacolo “Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia ‐ Cortile del Maschio
Angioino

5 SABATO
Ore 12,00 Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 10,00‐13,00 Laboratorio bambini in Villa Comunale
Ore 19,00
Sfilata carri allegorici
percorso Palazzo Reale, via Santa Lucia, Lungomare Caracciolo, Santuario di
Piedigrotta, Rotonda Diaz.
Ore 21,00
Spettacolo “Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia ‐ Cortile del Maschio
Angioino
Ore 24,00 Spettacolo pirotecnico sul lungomare Caracciolo

6 DOMENICA
Ore 12,00 Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 16,00 Laboratorio bambini in Villa Comunale
Ore 17,00 Sfilata bambini con vestiti di carta fino al Santuario di Piedigrotta
Ore 18,00 Esposizione prodotti tipici in villa comunale
Ore 21,00 1° serata Audizioni alla Rotonda Diaz
Ore 21,00 Spettacolo “Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia ‐Cortile del Maschio Angioino

7 LUNEDI
Ore 20,00
“Jamme a Piererotta” di Benedetto Casillo ‐ Storie e leggende sull’antico percorso
dei Sabati in onore della Madonna ‐ Chiesa di Sant'Anna alla Torretta

8 MARTEDI
Ore 21,00 2° serata Audizioni alla Rotonda Diaz

9 MERCOLEDI
Ore 21,00
Spettacolo “Piedigrotta Futurista” da Francesco Cangiullo. ideazione e regia di
Gianfranco Gallo – con Gianfranco e Massimiliano Gallo ‐ Location da definire

10 GIOVEDI
Ore 21,00
XXVII edizione della "Serenata alla Madonna" di Benedetto Casillo da un'idea di Don
Giuseppe Cipolloni con la partecipazione degli artisti napoletani ‐ Santuario di
Piedigrotta
Ore 21,00
Spettacolo “Piedigrotta Futurista” con Mauro Gioia e Barbara Carlotti ‐ Palazzo
Reale

11 VENERDI
Ore 18,00 Concerto “Delizie napolitane ovvero in lode della villanella” alla Crypta Neapolitana
Ore 21,00 Concerto di Elton John in Piazza del Plebiscito

12 SABATO
Ore 12,00 Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 12,00 Concerto “Didone e le altre” arie e sinfonie alla Crypta Neapolitana
Ore 18,00 Carri alla Rotonda Diaz
Ore 18,30 Santa Messa alla Rotonda Diaz
Ore 19,30 Processione Madonna di Piedigrotta
Ore 21,30 Spettacolo teatrale ”Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia alla Rotonda Diaz
Ore 23,00 Spettacolo pirotecnico – Lungomare Caracciolo

13 DOMENICA
Ore 11,00
Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 12,00 Concerto “Musa Latina” L’invenzione dell’antico” alla Crypta Neapolitana
Ore 18,00 Animazione in Villa comunale
Ore 21,00 Finale Audizioni Rotonda Diaz

sabato 29 agosto 2009

Vincenzo Gemito

‘O scultore pazzo
di Franco Santamaria

Gemito, uno dei tanti figli della Madonna abbandonati nella ruota della Nunziata, aveva un pensiero fisso: non si può fare nessuna opera se non si conosce il passato.

E, stranamente, i suoi bronzi di nudi di bambini con le bocche carnose e i sorrisi “sfroguliatori” uniscono l’arte perfetta dei greci a quella realistica dei figli della fame di una Napoli imbrigliata fra passato e futuro. 

Gemito insieme al suo amico pittore Mancini non si accontenta della realtà già di per se povera dei visi e della carne; vuole andare oltre, cerca i “malatielli”, cerca il piccolo “idiota” e li rappresenta con la più povera delle materie: la creta, la terracotta, perché povero e malato è il massimo di una ricchezza dell’espressione.

La mente vacilla e gli psicologi cercano di capirlo ma lui si spiega:- L’arte di per sé è una pazzia… comme faccio a essere ‘e ‘n’ata manera!?

A trentacinque anni cessa di lavorare e riprende dopo venti anni.

A settanta anni si fa fotografare continuamente nudo con la sua folta barba bianca: I vestiti… pecchè ci stanno ‘e vestiti?! A settantasei anni muore chiudendo gli occhi e mormorando:- Voglio dormire.

Li ho visti i bronzi e le terrecotte. Li guardo da anni a Sanmartino, villa Pignatelli, il più bello, ‘o piscatoriello, a Firenze l’ho divorato con gli occhi per ore… un custode mi guardava con sospetto..

Quando guardo quelli di Napoli mi sposto poi a via Caracciolo, al lido Mappatella o sotto castel dell’Ovo: sugli scogli schiaffeggiati dal mare ci sono i bambini del Pallonetto magri e neri di sole. 
L’altro giorno uno di questi era accovacciato su se stesso, il capo reclinato in avanti fino a toccare la pancia tonda, cercava granchi con una canna e un arpione di ferro. Le piccole scapole sporgevano come ali. Il sole lo colpiva e braccine e gambe brillavano. Era di carne o di bronzo? La leggenda c’è. Si dice che i bronzi quando vedono i turisti abbandonare il museo per andare a pranzo alla Zi Teresa, si animano, percorrono la villa comunale e via Caracciolo di corsa chiamandosi “Ciro” , “Tatò”, “ curre curre”, "t’aggio fatto” e ridono, ridono come tutti i bambini che vivono solo il presente… e, a nuoto, come piccoli delfini, attraversano il tratto di mare fino al porticciolo di Santa Lucia e lì i turisti li rivedono animati, un po’ sorridenti per lo scherzo che stanno combinando loro. E si guardano in faccia con strani sorrisi perché non capiscono ma sono incantati.
Gemito. 

Il suo vero nome era Genito, da “generato” come Esposito, perché non è una vergogna, perché a Napoli si “espone” ciò che è bello e uno è bello già solo perché è nato, c’è e se non c’è più è bello lo stesso forse più di prima.

E poi la sua “crocchia”: Di Giacomo, Dannunzio, Mancini, de Nittis, Morelli ma anche Mussolini. Ma soprattutto l’altro scultore Ierace che porta la modella nel suo studio e la fa sdraiare su un divano di fronte a una finestra dai vetri colorati perché il sole colpendola continuamente sul viso la faccia addormentare nel più dolce dei modi e mentre lavora la creta con le mani fa suonare la canzone “Era de maggio” che Di Giacomo aveva appena composta. E l’opera si chiama proprio così: “ era de Maggio” e la testina di terracotta ha gli occhi chiusi e lei dorme di sonno e di canzone.

Il pensiero è elementare ma una cornucopia può riversare monete, perle oro e gioielli che brillano sotto al sole… ma se i passanti sono ciechi?...Non fa niente, l’importante è che la cornucopia sia lì ricca e brillante per chi decide di guardarla un po’ di più.

E’ strano ma si può volere bene a persone che non si sono mai conosciute e viene voglia di abbracciarle forte di tenerle strette, ma molto strette sul petto...

Franco Santamaria

venerdì 28 agosto 2009

Era de Maggio

Era de maggio e te cadeano ‘nzino
a schiocche a schiocche li ccerase rosse...
Fresca era ll’aria e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciente passe.

Era de maggio — io, no, nun me scordo —
na canzona cantàvamo a ddoje voce:
cchiù tiempo passa e cchiù me n’allicordo,
fresca era ll’aria e la canzona doce.


E diceva. «Core, core!
core mio, luntano vaje;
tu me lasse e io conto ll’ore,
chi sa quanno turnarraje!»

Rispunnev’io: «Turnarraggio
quanno tornano li rrose,
si stu sciore torna a maggio
pure a maggio io stonco cca».

E so’ turnato, e mo, comm’a na vota,
cantammo nzieme lu mutivo antico;
passa lu tiempo e lu munno s’avota,
ma ammore vero, no, nun vota vico.

De te, bellezza mia, m’annamuraje,
si t’allicuorde, nnanze a la funtana:
l’acqua Ilà dinto nun se secca maje.
e ferita d’ammore nun se sana.

Nun se sana; ca sanata
si se fosse, gioia mia,
mmiezo a st’aria mbarzamata
a guardare io nun starria!


E te dico — Core, core!
core mio, turnato io so’:
torna maggio e torna ammore,
fa de me chello che buo’!

Salvatore di Giacomo e P. M. Costa
1885

lunedì 24 agosto 2009