Il Tesoro di san Gennaro su Amazon
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domenica 13 gennaio 2013
giovedì 20 dicembre 2012
Il Tesoro di San Gennaro - Salvio Vassallo

salvio vassallo, Naples, Italy
Valentina Gaudini: vocals
Salvio Vassallo: keyboards, soundscapes, programming, drums
Ernesto Nobili: electric guitars
Enrico Barbaro: bass
Emidio Ausiello: ocean drum
Franceso Albano: additional programming
Emidio Ausiello: ocean drum
Franceso Albano: additional programming
Produced by Salvio Vassallo
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Salvio Vassallo
mercoledì 4 aprile 2012
Una Napoli bellissima....
Il paradiso esiste. Si è rivelato stamattina al lungomare.
Eravamo in pochi, zitti, attoniti. Il sole negli occhi guardavamo luccicare il mare che finalmente portava a riva i suoi profumi. I ragazzi sugli scogli parlottavano piano, quasi che non volessero rompere l'incanto, qualcuno con un teleobiettivo scattavava foto e una mamma con il passeggino e le persone anziane riposavano sui sedili, posti sotto i fari e circondati di fiorellini.
Il silenzio rimbalzava sui sorrisi e sullo stupore di respirare aria pulita. Liberati finalmente dal frastuono e dai veleni delle auto e dai troppi, brutti pensieri, che ogni giorno trascinano nell'inferno un paradiso.
Ci sono voluti gli americani, con la loro importantissima gara di vela.
Ci sono voluti gli americani a creare un'isola pedonale che qui nessuno lo aveva mai pensato, anzi si sono messi con impegno a nasconderlo. Come se il paradiso è una vergogna e le cose più importanti sono altre.
Per una volta è una Napoli bellissima che brilla nel sole di primavera.
Una Napoli che profuma di vacanza e di pensieri lieti.
Tina Paliotti

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Lungomare liberato,
Napoli
martedì 1 settembre 2009
Piedigrotta 2009 - il programma

Calendario settembre 2009
3 GIOVEDI
INAUGURAZIONE MOSTRA"FUTURISMO MANIFESTO 100X100. CENTO ANNI CENTO MANIFESTI" ‐ PALAZZO REALE
Ore 20,00
“Jamme a Piererotta” di Benedetto Casillo ‐ Storie e leggende sull’antico percorso
dei Sabati in onore della Madonna ‐ Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Piazza
Vittoria
Ore 21,00
Spettacolo “Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia ‐ Cortile del Maschio
Angioino
Ore 21,30 Accensione Luminarie artistiche ‐ Largo Torretta
4 VENERDI
Ore 20,00
Spettacolo “Ho veduto volare. Trittico per Boccioni” con Giancarlo Schiaffini e Silvia
Schiavoni a Palazzo Reale
Ore 21,00
Spettacolo “Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia ‐ Cortile del Maschio
Angioino
5 SABATO
Ore 12,00 Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 10,00‐13,00 Laboratorio bambini in Villa Comunale
Ore 19,00
Sfilata carri allegorici
percorso Palazzo Reale, via Santa Lucia, Lungomare Caracciolo, Santuario di
Piedigrotta, Rotonda Diaz.
Ore 21,00
Spettacolo “Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia ‐ Cortile del Maschio
Angioino
Ore 24,00 Spettacolo pirotecnico sul lungomare Caracciolo
6 DOMENICA
Ore 12,00 Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 16,00 Laboratorio bambini in Villa Comunale
Ore 17,00 Sfilata bambini con vestiti di carta fino al Santuario di Piedigrotta
Ore 18,00 Esposizione prodotti tipici in villa comunale
Ore 21,00 1° serata Audizioni alla Rotonda Diaz
Ore 21,00 Spettacolo “Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia ‐Cortile del Maschio Angioino
7 LUNEDI
Ore 20,00
“Jamme a Piererotta” di Benedetto Casillo ‐ Storie e leggende sull’antico percorso
dei Sabati in onore della Madonna ‐ Chiesa di Sant'Anna alla Torretta
8 MARTEDI
Ore 21,00 2° serata Audizioni alla Rotonda Diaz
9 MERCOLEDI
Ore 21,00
Spettacolo “Piedigrotta Futurista” da Francesco Cangiullo. ideazione e regia di
Gianfranco Gallo – con Gianfranco e Massimiliano Gallo ‐ Location da definire
10 GIOVEDI
Ore 21,00
XXVII edizione della "Serenata alla Madonna" di Benedetto Casillo da un'idea di Don
Giuseppe Cipolloni con la partecipazione degli artisti napoletani ‐ Santuario di
Piedigrotta
Ore 21,00
Spettacolo “Piedigrotta Futurista” con Mauro Gioia e Barbara Carlotti ‐ Palazzo
Reale
11 VENERDI
Ore 18,00 Concerto “Delizie napolitane ovvero in lode della villanella” alla Crypta Neapolitana
Ore 21,00 Concerto di Elton John in Piazza del Plebiscito
12 SABATO
Ore 12,00 Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 12,00 Concerto “Didone e le altre” arie e sinfonie alla Crypta Neapolitana
Ore 18,00 Carri alla Rotonda Diaz
Ore 18,30 Santa Messa alla Rotonda Diaz
Ore 19,30 Processione Madonna di Piedigrotta
Ore 21,30 Spettacolo teatrale ”Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia alla Rotonda Diaz
Ore 23,00 Spettacolo pirotecnico – Lungomare Caracciolo
13 DOMENICA
Ore 11,00
Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 12,00 Concerto “Musa Latina” L’invenzione dell’antico” alla Crypta Neapolitana
Ore 18,00 Animazione in Villa comunale
Ore 21,00 Finale Audizioni Rotonda Diaz
sabato 29 agosto 2009
Vincenzo Gemito
‘O scultore pazzo
di Franco Santamaria
di Franco Santamaria
Gemito, uno dei tanti figli della Madonna abbandonati nella ruota della Nunziata, aveva un pensiero fisso: non si può fare nessuna opera se non si conosce il passato.
E, stranamente, i suoi bronzi di nudi di bambini con le bocche carnose e i sorrisi “sfroguliatori” uniscono l’arte perfetta dei greci a quella realistica dei figli della fame di una Napoli imbrigliata fra passato e futuro.
Gemito insieme al suo amico pittore Mancini non si accontenta della realtà già di per se povera dei visi e della carne; vuole andare oltre, cerca i “malatielli”, cerca il piccolo “idiota” e li rappresenta con la più povera delle materie: la creta, la terracotta, perché povero e malato è il massimo di una ricchezza dell’espressione.
La mente vacilla e gli psicologi cercano di capirlo ma lui si spiega:- L’arte di per sé è una pazzia… comme faccio a essere ‘e ‘n’ata manera!?
A trentacinque anni cessa di lavorare e riprende dopo venti anni.
A settanta anni si fa fotografare continuamente nudo con la sua folta barba bianca: I vestiti… pecchè ci stanno ‘e vestiti?! A settantasei anni muore chiudendo gli occhi e mormorando:- Voglio dormire.
Li ho visti i bronzi e le terrecotte. Li guardo da anni a Sanmartino, villa Pignatelli, il più bello, ‘o piscatoriello, a Firenze l’ho divorato con gli occhi per ore… un custode mi guardava con sospetto..
Quando guardo quelli di Napoli mi sposto poi a via Caracciolo, al lido Mappatella o sotto castel dell’Ovo: sugli scogli schiaffeggiati dal mare ci sono i bambini del Pallonetto magri e neri di sole.
L’altro giorno uno di questi era accovacciato su se stesso, il capo reclinato in avanti fino a toccare la pancia tonda, cercava granchi con una canna e un arpione di ferro. Le piccole scapole sporgevano come ali. Il sole lo colpiva e braccine e gambe brillavano. Era di carne o di bronzo? La leggenda c’è. Si dice che i bronzi quando vedono i turisti abbandonare il museo per andare a pranzo alla Zi Teresa, si animano, percorrono la villa comunale e via Caracciolo di corsa chiamandosi “Ciro” , “Tatò”, “ curre curre”, "t’aggio fatto” e ridono, ridono come tutti i bambini che vivono solo il presente… e, a nuoto, come piccoli delfini, attraversano il tratto di mare fino al porticciolo di Santa Lucia e lì i turisti li rivedono animati, un po’ sorridenti per lo scherzo che stanno combinando loro. E si guardano in faccia con strani sorrisi perché non capiscono ma sono incantati.
Gemito.
Il suo vero nome era Genito, da “generato” come Esposito, perché non è una vergogna, perché a Napoli si “espone” ciò che è bello e uno è bello già solo perché è nato, c’è e se non c’è più è bello lo stesso forse più di prima.
E poi la sua “crocchia”: Di Giacomo, Dannunzio, Mancini, de Nittis, Morelli ma anche Mussolini. Ma soprattutto l’altro scultore Ierace che porta la modella nel suo studio e la fa sdraiare su un divano di fronte a una finestra dai vetri colorati perché il sole colpendola continuamente sul viso la faccia addormentare nel più dolce dei modi e mentre lavora la creta con le mani fa suonare la canzone “Era de maggio” che Di Giacomo aveva appena composta. E l’opera si chiama proprio così: “ era de Maggio” e la testina di terracotta ha gli occhi chiusi e lei dorme di sonno e di canzone.
Il pensiero è elementare ma una cornucopia può riversare monete, perle oro e gioielli che brillano sotto al sole… ma se i passanti sono ciechi?...Non fa niente, l’importante è che la cornucopia sia lì ricca e brillante per chi decide di guardarla un po’ di più.
E’ strano ma si può volere bene a persone che non si sono mai conosciute e viene voglia di abbracciarle forte di tenerle strette, ma molto strette sul petto...
Franco Santamaria
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giovedì 20 agosto 2009
Napoli è...

Napoli è il profilo di una collina che discende dolce al mare e la sua costa si allarga a semicerchio nell’ampio golfo che la contiene.
Il mare qui non è mai troppo cattivo, anche in inverno riflette i raggi del sole sui visi della gente e una brezza leggera ne rinfresca le sere quando è estate.
Sullo sfondo il Vesuvio, simbolo e vessillo della città, elegante, silente ma non muto, infiamma i cuori e gli animi, e resta a ricordare quanto tutto sia fugace e impermanente.
Napoli è città d'arte. Musei, chiese, palazzi, piazze, fontane e statue che incroci ad ogni angolo, e raccontano la storia della città. La sua bellezza e il patrimonio artistico ha attratto gente da ogni dove. Richiamati dal disegno naturale della costa, dal clima mite e dalla posizione strategica, è sempre stata terreno di scontro tra le popolazioni che vi si volevano insediare.
E come una bella donna è stata desiderata e presa, violata e umiliata, ma anche corteggiata e ingioiellata, adorata ed eletta regina.
Per lunghi secoli Napoli è stata la capitale di un regno, e più popoli si sono alternati, lottando per dominarla.
Greci e romani, bizantini e normanni, e poi ancora gli Svevi dalla Germania e gli Angioini dalla Francia, e gli Aragonesi e i Borboni dalla Spagna. Re e viceré, duchi, regine e imperatori, in un alternarsi di eventi, poteri e dominazioni, si insediavano e ne modificavano l'essenza, chi depredandola, chi lasciandone il segno con nuove strade, chiese, cattedrali e castelli.
Vi dimoravano fin tanto che riuscivano a ricacciare con la forza altri invasori ancora, di altro aspetto, altra lingua, altra cultura.
E il popolo napoletano, mite e gioviale, pago dal benessere del clima e dalla bellezza del luogo, non ha mai sviluppato la grinta e la stoffa del guerriero. Non avendo alcun motivo di ricercare e conquistare altrove territori migliori, non ha imparato a guerreggiare e nemmeno a difendersi. Ha quindi subito, con sospetto e diffidenza, una moltitudine di insediamenti di genti e culture più potenti, costretto a farsi carico del peso dei capricci e delle guerre dell’invasore.
Un popolo che ha dovuto imparare a sottostare a un potere più forte. Un potere estraneo e straniero mai accettato, anche se dal confronto e l'integrazione con culture diverse, ha arricchito il proprio patrimonio artistico e culturale.
E oggi Napoli si presenta così. Un paradiso assediato in terra. Abitata da un popolo che ne riflette l’evoluzione, un insieme di culture diverse che nel bene e nel male si scontrano e si integrano l’una nell'altra. Un insieme variopinto e multicolore che rendono Napoli unica nel mondo.
Tina Paliotti
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